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Il laboratorio
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Contesto e motivazioni dell'iniziativa

 
La scuola secondaria di I° grado di Carpineti ha già lavorato, per cinque anni (2002/2003, 2003/2004, 2004/2005, 2005/2006, 2006/2007) sull’arte come linguaggio privilegiato per l’integrazione con esperienze didattiche che vanno dal tattilismo di Filippo Tommaso Marinetti alle costruzioni di Merzbau (recuperando materiali di scarto della realtà quotidiana: biglietti usati, frammenti di legno, pacchetti di sigarette, rifiuti) di Kurt Schwitters. Nello specifico, ha realizzato i progetti: “Navigazione tattile” (2002/2003), “Viaggio con le mani” (2003/2004), “Merzbauciao” (2004/2005), allestimento di uno spazio in cui gli oggetti trovano la loro “pace solenne” e costruzione di un merzbau nell’isola ecologica di Carpineti, “Il mare in una stanza ” (2005/2006), ispirato all’arte del rovesciamento, da Giorgio De Chirico a Pino Pascale e “La ripetizione differente” (2006/2007).
Naturalmente, il progetto attuale, sia nella fase in aula di “Navigazione tattile” sia in quella che ha portato alla nascita del Laboratorio – Centro di documentazione permanente “Viaggio con le mani”, è stato stimolato da questo background pedagogico – didattico – artistico e dall’esigenza di incentivare, attraverso i linguaggi del corpo, una positiva situazione di apprendimento per alunni diversamente abili e per i loro compagni di classe, promuovendo una più avanzata integrazione scolastica dei primi e dando agli altri l’opportunità di sperimentare e acquisire contenuti cognitivi inusuali e stimolanti.
In particolare, “Navigazione tattile” ha preso il via anche su sollecitazione di un’affermazione di Filippo Tommaso Marinetti nel suo “Manifesto sul tattilismo” del 1921: “Ho compreso che gli esseri umani si parlano con la bocca e con gli occhi, ma non giungono ad una vera sincerità, data l’insensibilità della pelle che è tuttora mediocre conduttrice di pensiero”. Si tratta di un progetto che, nella società contemporanea, dominata dai fenomeni virtuali e basata sull’“apparire” e sul “vedere”, ma non sul “toccare”, permette (grazie alla “risorsa disabili”) di riscoprire il piacere di usare la pelle, le mani, il corpo come veicoli di sensazioni, di conoscenze, di associazioni empatiche ed emotive e di apprendimenti, valorizzando, così, l’incontro degli alunni con la realtà tramite la manualità e attraverso abilità che, troppo spesso, sono trascurate o sotto-utilizzate. Nell’aula, diventata un “ambiente tattile” assai motivante, interessante e “spiazzante” (per studenti abituati all’impegno scolastico tradizionale, con le sue solite sequenze di ascolto, studio ed esercizio) i ragazzi sono stati costretti a mettersi in gioco, a sperimentare e cercare da soli percorsi di ricerca e di conoscenza, in mezzo ad oggetti accattivanti, di vari materiali, forme e colori: spugne, tende frangisole, zerbini di cocco, tappeti erbosi, boules.
La stessa cosa accadrà per i fruitori del Laboratorio.
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