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L’Istituto Comprensivo di Carpineti da anni sta effettuando un importante percorso sull’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili attraverso una pluralità di interventi, continuamente rielaborati alla luce di un’attenzione consecutiva e presente.
Il progetto “Viaggio con le mani”, incentrato sul tema del tatto e della sperimentazione corporea, non solo ha dato un concreto contributo alla integrazione scolastica ma ha saputo stimolare gli alunni delle classi ad una maggiore attenzione ai compagni con bisogni speciali.
La creazione di un laboratorio permanente sul tattilismo renderà disponibili agli insegnanti, alle scuole del territorio , ai genitori, agli operatori e a tutti coloro che convivono con il bambino in situazione di handicap, la possibilità di confronto realizzando una concreta messa in rete delle esperienze positive disponibili.
Il Sindaco di Carpineti
Leonilde Montemerli
 
Da cinque anni l’istituto comprensivo di Carpineti lavora sulla disabilità (intesa non come limite, ma come risorsa per tutti gli alunni) e sull’”integrare con l’arte”. La creazione di questo Laboratorio per il tattilismo è, quindi, un passaggio importante e quasi obbligato di un percorso che abbina la ricerca artistica con la documentazione sulla realtà degli studenti diversamente abili e con l’opportunità di sperimentare, grazie a loro, nuove opportunità di conoscenza e di crescita anche per i compagni e per gli adulti.
Si tratta di un’iniziativa che punta a “mettere in circolo” le esperienze elaborate non solo a livello locale, ma provinciale e regionale e ad attivare gli opportuni canali di comunicazione per far conoscere una scuola che sa osare e un territorio, come quello di Carpineti e dell’Appennino reggiano, ricchissimo di monumenti storico-architettonici e di bellezze naturali: l’ambiente ideale per soggiorni di studio, visite guidate e seminari-convegni, in primavera e in autunno, tra gli operatori scolastici e gli amministratori pubblici.
Un particolare ringraziamento va al Pio Istituto don Cavalletti (che ha messo a disposizione la prestigiosa “casa a torre” di Poiago), all’Ufficio Scolastico Provinciale (che, fin dall’inizio, ha creduto in questo progetto) e agli Enti locali (Comune di Carpineti, Comunità Montana dell’Appennino Reggiano e Provincia di Reggio Emilia) che hanno permesso il decollo.
Il Dirigente scolastico di Carpineti
Athos Nobili
Il percorso sul tattilismo è scaturito dall’esigenza di promuovere una più avanzata integrazione scolastica degli alunni con disabilità, assicurando all’intero contesto-classe l’opportunità di sperimentare nuovi e più stimolanti contenuti di apprendimento.
“Ho compreso che gli esseri umani si parlano con la bocca e con gli occhi, ma non giungono ad una vera sincerità, data l’insensibilità della pelle che è tuttora una mediocre conduttrice di pensiero” (F.T. Marinetti, dal Manifesto sul tattilismo).
Sulla scorta di questa felice intuizione dal massimo rappresentante del futurismo italiano, è risultata estremamente affascinante l’idea di costruire un progetto educativo e didattico incentrato proprio sul tema del tatto e, di conseguenza, sulla conoscenza corporea.
In una realtà come quella contemporanea, intessuta in modo pervasivo di fenomeni virtuali, riscoprire il piacere di usare le mani, la pelle, il corpo come canali si sensazioni, apprendimenti e conoscenze significa valorizzare l’incontro dei ragazzi con la realtà attraverso la manualità e abilità spesso trascurate.
Il progetto “Viaggio con le mani” ha permesso agli alunni della classe frequentata da L. di avere a disposizione una straordinaria opportunità per approfondire la conoscenza del Movimento Futurista, movimento che all’inizio del Novecento ha rivoluzionato tutti gli ambiti della cultura: pittura, scultura, musica, teatro, letteratura, gastronomia, costume...
In un’aula della scuola si è allestito un “ambiente tattile” attrezzato con scoppiettanti pluriball, spugne, boules, zerbini di cocco, tappeti erbosi, tende frangisole,...
Il tutto finalizzato a promuovere un ambiente di apprendimento motivante ed interessante, teso a “spiazzare” gli alunni, abituati allo studio tradizionale secondo la sequenza di ascolto, studio, esercizio.
Il laboratorio tattile, al contrario, li ha costretti a mettersi in gioco, a sperimentare più raffinati itinerari di ricerca e curiosità cognitiva.
Questo patrimonio educativo e didattico può diventare un’occasione perchè altri lo facciano rivivere, sperimentando a loro volta le sensazioni che gli alunni hanno già avuto modo di provare nel corso della realizzazione del progetto stesso.
Ispettore C. S. A. - Reggio Emilia
Luciano Rondanini
 
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