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Laboratorio CENTRO DI DOCUMENTAZIONE PER IL TATTILISMO
"Viaggio con le mani" di Poiago di Carpineti

     
Un momento della "contattilazione"
  All’inizio dell’anno scolastico 2003/2004, nella classe 3ª B (23 alunni) della scuola secondaria di primo grado di Carpineti, per promuovere un apprendimento interessante e motivante per tutti gli studenti e, in particolare, per un ragazzo disabile di 17 anni, affetto da tetraparesi spastica, e per una coetanea di 3ª A, autistica, è stato predisposto il progetto “Navigazione tattile” ed è stato allestito, nell’aula, un “ambiente tattile” attrezzato con pluriball, zerbini di cocco, spugne, boules per l’acqua calda, tende e drappi multicolori pendenti dal soffitto, carta vetrata, bottiglie di plastica, stoffe di seta e di velluto, tappeti erbosi, contenitori per acqua e per uova, carta stagnola.
Il progetto (inserito nel Piano dell’Offerta Formativa) si proponeva di: a) far conoscere agli allievi la realtà e farli interagire con essa attraverso il tatto e i sensi in genere; b) permettere all’alunno col maggior grado di handicap di entrare in contatto con gli altri e con l’esterno tramite i soli canali comunicativi di cui disponeva: tatto, udito e olfatto; c) attuare un insegnamento – apprendimento innovativo e pluridisciplinare per l’intera classe. Per due mattine alla settimana e per tre mesi (da febbraio ad aprile) sono state attivate situazioni laboratoriali tattili, prendendo lo spunto dal testo “Navigazione tattile” (1921) di Filippo Tommaso Marinetti, fondatore, nel 1909, del Futurismo.
I ragazzi hanno realizzato esperienze molto concrete, nelle quali il corpo è stato coinvolto pienamente. Collaborando con alcuni docenti di classe e con gli insegnanti di sostegno alla predisposizione dei materiali nell’aula e in altri ambienti tattili, sono passati, ad esempio, attraverso i pungenti spazzoloni cilindrici dell’autolavaggio che si trova a poca distanza dalla scuola e, in classe, si sono gettati addosso spugne gelate (senza traumi, ovviamente) e si sono avvolti le mani, stando in fila, con carta igienica, per tastarne la morbidezza e “cogliere” la lunghezza del rotolo, cercando, così, di comprendere meglio quali possono essere le sensazioni del compagno tetraplegico.
   


Nei primi incontri-lezioni, l’insegnante referente ha illustrato le basi teoriche del Futurismo: esaltazione della modernità, della velocità, della forza, dell’innovazione, della tecnologia, dei rumori e rifiuto della cultura e della tradizione classiche, della debolezza e dei sentimenti stereotipati. Per valorizzare il ruolo centrale assunto dal corpo nel Futurismo e per far provare le tante sensazioni che l’uomo può vivere a contatto con le più variegate realtà, è stata poi allestita, nella Scuola, una stanza con vari materiali e oggetti: borse per l’acqua calda appese al soffitto, tappeti morbidi, gommapiuma e zerbini ruvidi. Il tutto calato in un’atmosfera buia, illuminata solo a tratti da un proiettore che rimandava immagini colorate.
Sia in quello spazio sia nell’aula, gli alunni erano immersi in una serie di rumori di vario tipo, più o meno articolati ed organizzati in una melodia, e durante le performances tattili hanno letto testi futuristi ed espresso le loro impressioni – sensazioni in poesie e commenti estemporanei.
Il ragazzo tetraplegico e l’altra alunna disabile sono stati costantemente al centro delle iniziative pedagogico-didattiche (anzi, il primo ne è stato il vero protagonista), vi hanno partecipato con l’aiuto degli insegnanti e dei compagni, hanno esplorato con loro l’aula e gli ambienti esterni e sono stati considerati l’ispirazione e una risorsa per il progetto e per il relativo insegnamento-apprendimento.
Gli alunni, bendati, hanno toccato i diversi oggetti per coglierne la caratteristiche, sintetizzate, poi, in cartelli murali con le scritte: pungente, materico, sdrucciolevole, freddo, caldo, metallico, plastico, liscio, ruvido…
Le opportunità, per gli insegnanti, di spaziare dall’Arte alla Letteratura e dalla Musica all’Educazione ambientale e il gradimento di quest’attività da parte dei ragazzi hanno suggerito, al dirigente scolastico, al referente e agli altri docenti di classe e di sostegno impegnati nel progetto, di proporre (al Consiglio di Classe e al Gruppo Disagio e Disabilità e, dopo il loro assenso, al Collegio dei Docenti e al Consiglio di Istituto) l’ampliamento del progetto, con la costituzione di un “Laboratorio – Centro permanente di documentazione per il tattilismo” in un edificio pubblico carpinetano.
Tutti questi interlocutori hanno approvato la proposta all’unanimità, proposta che è stata subito condivisa anche da un dirigente tecnico in forza presso l’Ufficio Scolastico Provinciale di Reggio Emilia e dal Dsga.

La creazione del laboratorio >>

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