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Organizzazione del laboratorio - centro documentazione per il tattilismo e suo collegamento con le attività in aula nelle scuole del territorio montano-provinciale

     
Particolare: borse per l'acqua calda, di gomma zigrinata e lamellare, pendenti dal soffitto (foto L. Lugli)
Particolare: tende frangisole (foto L. Lugli)

 

 

I locali messi a disposizione del Laboratorio “Viaggio con le mani” sono il vano adiacente alla sala riunioni del primo piano (appartenente al volume della torre) e l’ampio sottotetto, al secondo piano, che collega il vano scala ai due livelli della “torre colombaia”.
Nel primo caso, si tratta di uno spazio di dimensioni contenute (m. 3.5 x 4.1) caratterizzato da piccole aperture finestrate, dal pavimento in legno e dal solaio ricostruito con i materiali originari; nel secondo, di una sala di forma trapezoidale di maggior dimensioni (circa m. 5, 5 - 4.1 X 8.0).
Nel locale al primo piano sono stati sistemati la “stanza della musica calda” (con oggetti ‘caldi’, come la borsa per l’acqua calda, brevettata nel 1903 dal croato Eduard Penkala col nome di “termofor” e molto usata, in ogni famiglia montanara, specialmente in passato, per il suo effetto psicologico – placebo nei confronti di tanti malanni) e un rivestimento di pavimento e pareti con materiali sonori. Mentre dal soffitto pendono 25 di queste borse (di gomma zigrinata e lamellare, attaccate a fili di corda, morbide e piacevoli al contatto con la faccia e le mani del visitatore, che può anche aggirarle e farle ruotare su se stesse) il pavimento (ricoperto e protetto da uno strato in feltro di iuta) è stato rivestito con un tappeto di scoppiettanti pluriball. In questa stanza (dove un proiettore “riproduce” sul muro il pluriball del pavimento) a “creare l’atmosfera” concorre la musica assai “avvolgente” di Massimo Zamboni, un autore di fama internazionale (ex leader dei complessi punk “Cccp” e “Csi”) residente a Carpineti, dove assessore comunale alla Cultura.

Nel locale al secondo piano, dal pavimento in tappeti colorati di plastica, sono stati sistemate due “tavole da contattilare” (una piana, formata da carte vetrate e stoffe, per stimolare la sensibilità nelle dita; l’altra “a volumi”, con spugne, contenitori per uova, diversi tipi di parrucche e pluriball che provocano sensazioni di passaggio dal freddo al caldo) e 17 tende frangisole, di finto cristallo plastificato, che producono un “effetto pioggia”, di spaesamento visivo e che “aiutano” a compiere l’azione dell’ attraversamento fisico e simbolico, in aperta critica contro ogni steccato mentale.

   
   
Tavola tattile piana da contattilare
(Foto L. Lugli)

La scelta di queste tende è dovuta anche al fatto che, un tempo, d’estate, erano parte integrante della vita domestica contadina locale: riparavano dal sole e dagli insetti e permettevano, a chi stava in casa, di “sogliare”, cioè di stare seduto sulla soglia e vedere fuori senza essere visto, in contrasto con la realtà odierna, dove, anche in montagna, per ragioni di sicurezza, le abitazioni sono “blindate”.
In questo modo, la zona centrale del vano, funzionalmente deputata a garantire l’accesso ai locali della torre, è stata individuata come un ambito schermato rispetto agli spazi laterali, a loro volta delimitati verso la parte più bassa del sottotetto dalla sagoma del piano di appoggio dei “banchi” espositivi laterali, costituiti da un semplice piano di appoggio, supportato da “piedi”, sempre in legno. Pure in questa stanza viene diffusa “musica d’ambiente” di Massimo Zamboni: secca e penetrante, per suggerire l’idea dell’attraversamento. Entrambi gli ambienti possono essere percorsi scalzi, aumentando, così, il rapporto fisico, rassicurante e piacevole, uomo – suolo.

Tavola tattile "a volume" da contattilare
(Foto L. Lugli)

 

Alle pareti dei due locali e a quelle della sala conferenze (attrezzata per proiezioni video e per ospitare materiali, studi e documentazioni di esperienze sul tattilismo e su handicap e disabilità di altre Istituzioni scolastiche) sono state affisse immagini, testi, fotografie e documenti sul Futurismo. Il prossimo anno scolastico (se si riuscirà a reperire i 3.000 euro necessari) si punterà a collocare, sotto alle “tavole da contattilare”, dei sensori che amplificheranno e trasmetteranno, in apposite cuffie (una ogni 3 – 4 alunni), i rumori e i suoni derivanti dallo sfregamento dei diversi materiali.
Oltre che come ambiente educativo – formativo per gli studenti disabili e per quelli normodotati della scuola primaria e di quelle secondarie di I° e 2° grado, il Laboratorio per il tattilismo è nato anche per diventare un “percorso anti – stress” per gli adulti e per i numerosi turisti che salgono a Carpineti per visitarne le emergenze naturalistiche e quelle storico - architettoniche dei periodi medioevale e cinquecentesco – seicentesco.

Alla “contattilazione” dei materiali nella “casa a torre” e alla visione dei Dvd realizzati negli anni scorsi, potranno fare da supporto altre azioni nell’aula della classe in visita.

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